Italia sotto attacco, lo spread a 573
Milano crolla sul fattore Berlusconi
Seduta in ribasso per le principali Piazze del Vecchio continente, Piazza Affari sprofonda: -3,78%. I Btp decennali volano al 7,4%, mentre il differenziale con i bund tedeschi è al nuovo record storico
di GIULIANO BALESTRERIIrlanda, Portogallo e Grecia passata la soglia del 7% non sono più riuscite a tornare indietro. Hanno dovuto chiedere l'intervento delle istituzioni internazionali. Il passo indietro (o laterale) annunciato ieri sera non basta più. Le dimissioni dopo l'approvazione della legge di Stabilità sono ancora aleatorie e rendono incerti i tempi del ricambio. E' l'opinione delle Borse che pure in avvio di mattinata avevano dato credito al Paese. Proprio come era successo per la Spagna, quando Zapatero annunciando le proprie dimissioni e fissando la data delle elezioni (il 20 novembre) aveva fatto ripartire le Borse. I mercati, insomma, concordano con il presidente Napolitano sul fatto che la situazione sia "allarmante". Piazza Affari chiude la seduta cedendo il 3,78% e trascina in rosso tutto il Vecchio continente: Francoforte perde il 2,14%, Parigi il 2,16%, Londra l'1,85%. Pesante anche Wall Street che cede oltre sul 2% sull'incertezza italiana. L'euro nei confronti del dollaro è scambiato a 1,35 contro l'1,38 di ieri, mentre il petrolio Wti è in ripresa a 97 dollari.
In Europa le vendite pesano soprattutto sulle banche: il comparto è il peggiore d'Europa. Ripiega Pirelli che pure in mattinata ha presentato il nuovo piano industriale . Mediaset prima sospesa per eccesso di ribasso , perde oltre il 12%. Vendite anche su Lottomatica (7,62%), Unicredit (-6,25%) e Mediolanum (-4,08%).
Sul fronte dei titoli di Stato, quindi, resta il panico. I numeri del debito italiano continuano: il Btp decennale rende adesso il 7,2% fissando un nuovo record storico, mentre lo spread con i titoli tedeschi sale a 552 punti.La difficile situazione dei titoli di Stato è ampliata anche dal circolo vizioso in cui sono finite le banche . L'Authority europea (Eba) ha imposto un patrimonio di sorveglianza al 9%. Significa che ogni 100 euro impiegato la banca deve avere un capitale di riserva di 9 euro. Ma poiché sono sottocapitalizzate, ed è difficile trovare capitali sul mercato, sono costrette ad avere pochi impieghi. Tra gli impieghi ci sono ovviamente anche investimenti in titoli di Stato. E poiché sono diventati rischiosi, le banche li vendono, innescando così un circolo vizioso sul debito pubblico dei Paesi in crisi. "L'Eba chiedendo un patrimonio al 9% ha alimentato la crisi, anche perché ha imposto alle banche di tenere in protafoglio i titoli degli Stati europei al prezzo di mercato. Una condizione difficile da sostenere, perché significa per le banche registrare perdite sostanziali. E molte preferiscono scaricare quei titoli", spiega il capo economista di Intesa Sanpaolo, Gregorio De Felice. Come hanno fatto, per esempio, Munich Re che tra giugno e settembre ha tagliato la propria esposizione sul debito pubblico italiano da 5,3 a 3,6 miliardi e Bnp Paribas che a fine ottobre ha annunciato di aver ridotto del 39% a 12,6 miliardi la propria esposizione.
E come se non bastasse hanno inziato a muoversi le camere di compensazione della finanza. Le stesse a cui si rivolgevano gli investitori quando avevano bisogno di liquidità e le banche non erano in grado di fornirla. Da Clearnet a Cc&Glearnet, hanno adesso deciso che da oggi verranno chieste maggiori garanzie a chi vuole investire a leva sui titoli italiani. Creando lo stesso shock messo in moto dall'Eba. Il margine sui titoli di Stato italiani tra i 7 e i 10 anni viene portato dal 6,65% all'11,65%, per la scadenza tra 1,25 e 2 anni al 6,50%, per la scadenza tra i 15 e i 30 al 20%. Tradotto per impegnare 100 euro in Btp decennali prima ne servivano 6,5 adesso bisognerà mettere sul piatto 11,65 euro a garanzia. E siccome la liquidità scarseggia tanti investitori istituzionali hanno deciso di vendere le obbligazioni italiane.
Insomma sull'Italia pesa l'incertezza con la prospettiva di un intervento delle istituzioni internazionali sempre più probabile. E prima è necessario approvare la legge di stabilità con i provvedimenti chiesti dall'Unione europea nella lettera del commissario Ue agli affari economici Olli Rehn . Un'incertezza che i penalizza i mercati alimentanto il presagio che il Paese stia seguendo lo stesso percorso della Grecia arrivata al collasso. Intanto è iniziata la missione Ue-Bce in Italia. Gli ispettori di Bruxelles e Francoforte guidati dal direttore generale aggiunto della direzione generale per gli affari economici e finanziari, Servaas Deroose sono giunti a Roma. La prima tappa della fitta agenda di incontri è stata la visita al ministero della Pubblica amministrazione, poi è iniziata la riunione a Banca d'Italia.
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