Paolo Zanarella, padovano: nei teatri era triste. Mercoledì l’ultima esibizione in barca sul Canal Grande
Paolo Zanarella a Venezia (Vision)
PADOVA — «Pensavo è bello che dove finiscono le mie dita debba in qualche modo incominciare una chitarra», cantava Fabrizio De Andrè. Alla fine delle dita di Paolo Zanarella, 43enne di Campo San Martino (Padova), che sembra essere scappato da un libro di fiabe, c'è invece un pianoforte a mezza coda Kawai 180 nero. Mercoledì Zanarella e il suo pianoforte erano sopra un barcone lungo il Canal Grande, a spandere note tra il Tronchetto e il Ponte degli Scalzi. La scena non è sfuggita ai turisti e ai passanti, che, incuriositi, hanno scattato foto e girato video (il corredo, ovviamente, è finito subito su internet). Zanarella ha improvvisato arie tradizionali e melodie antiche; poi, terminato l’insolito tour, è rientrato a casa. Senza chiedere (e prendere) un soldo. Sono due anni che quest’uomo, un misto tra il Danny Boodman T.D. Lemon di Novecento e la Giulietta Masina de La strada, che nella vita fa l’inventore («Ora sono alle prese con una macchina che fabbrica sacchetti di carta economici e resistenti », dice), si diverte a sbucare nei posti più impensabili e a suonare il suo pianoforte. Zanarella porta a spasso il suo strumento: lo monta su un furgone grazie ad un congegno meccanico da lui stesso inventato, lo scarica un po' dove gli va e poi inizia a muovere le dita sui tasti. Nelle piazze, in mezzo ai prati di montagna, nelle fiere.
«L’anno scorso a Santa Lucia di Piave ho suonato davanti agli asini e loro sembravano ascoltarmi con interesse — racconta divertito —; mentre due anni fa mi sono esibito sopra una frana a Santo Stefano di Cadore, in montagna. Per non dire di quella volta che ho suonato in mezzo al bosco da solo. Sono un pianista fuori posto, ma la gente mi segue divertita. In questi tempi bui, voglio portare in giro un po’ di speranza». Zanarella, che è un autodidatta («al contrario di una delle mie tre figlie, che studia piano al conservatorio di Castelfranco»), suona per sé stesso e per la gente. In modo apparentemente disinteressato. «Mi spinge solo la passione per il pianoforte - afferma -. Tutto è nato qualche tempo fa: trovavo triste esibirmi nei teatri semi deserti. Così ho deciso di andare io in mezzo alla gente». Negli ultimi due anni Zanarella ha suonato un po’ ovunque. «Ho girato Roma, Orvieto, Firenze e tutte le Dolomiti - spiega -. E poi, ovviamente, Padova». Nella sua città, tuttavia, il pianista ha avuto qualche problema: dopo essersi esibito nella centralissima piazza Cavour, i vigili gli hanno notificato un verbale per occupazione illegale di suolo pubblico. Ma per lui questo sembra essere un problema superato: «All’inizio la cosa mi ha fatto imbestialire - confessa -. E’ ridicolo che per strada si possa suonare una chitarra e non un pianoforte. Poi però mi è passata: per fortuna la gente mi vuole e così i vigili nonmi dicono più niente. Pensate che a Padova i residenti del centro storico mi hanno procurato un pass per entrare nella zona a traffico limitato con il mio furgone (oggi ci sarà il concerto nel Ghetto). E ora mi vogliono anche tanti Comuni e associazioni: io dico sempre di sì, ma non chiedo mai soldi. Continuerò finché avrò passione e finché la mia famiglia me lo permetterà».
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