Alzi la mano chi sa cos’è un dagherrotipo. Uno di quei termini difficili che conoscono solo gli addetti ai lavori. Oggi Google con il suo logo dedicato (due doodle consecutivi, dopo quello dedicato allo scultore Giò Pomodoro, un vero record) al 224esimo anniversario della nascita di Louis-Jacques-Mandé Daguerre ci dà una mano a scoprire di cosa stiamo parlando.
Louis-Jacques-Mandé Daguerre è stato un artista e chimico francese, e come detto ha legato il suo nome indissolubilmente al mondo della fotografia grazie all’invenzione del dagherrotipo. Si tratta di un particolare processo fotografico.
La dagherrotipia è il primo procedimento fotografico che ha permesso lo sviluppo di immagini. Peccato che nei primi tempi avesse il limite di trattarsi di immagini non riproducibili.
Così Louis-Jacques-Mandé Daguerre descrive la sua invenzione in un fascicolo dell’epoca, chiamato, Il Daguerrotipo, addirittura del 1840. Si trata di un fascicolo all’interno del quale viene spiegato il procedimento per la realizzazione di un dagherrotipo:
Ecco le parole originali dell’epoca:
Questo processo si divide in cinque operazioni.
La prima consiste nel nettare e pulimentare la lamina e renderla propria a ricevere lo strato sensibile.
La seconda, nell’applicazione di questo strato.
La terza, a sottomettere nella camera oscura la lamina preparata a ricevere l’azione della luce affine di ricevervi l’immagine della natura.
La quarta, nel fare apparire questa immagine che non è visibile al suo uscire dalla camera oscura.
La quinta finalmente ha per iscopo di togliere lo strato sensibile che continuerebbe ad essere modificato dalla luce e tenderebbe necessariamente a distruggere interamente la prova.
La seconda, nell’applicazione di questo strato.
La terza, a sottomettere nella camera oscura la lamina preparata a ricevere l’azione della luce affine di ricevervi l’immagine della natura.
La quarta, nel fare apparire questa immagine che non è visibile al suo uscire dalla camera oscura.
La quinta finalmente ha per iscopo di togliere lo strato sensibile che continuerebbe ad essere modificato dalla luce e tenderebbe necessariamente a distruggere interamente la prova.

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