giovedì 17 novembre 2011

Ho grandi speranze



Personalità femminili, non Pasionarie


Come ha detto Mario Monti nel presentarle ieri mattina, le tre neoministre sono «personalità femminili».
Non veline, né pasionarie. Semplicemente «personalità», cioè professioniste di tutto rispetto, classe dirigente.
Si potrebbe dire: donne di potere. Che hanno molto studiato e faticato, che hanno un curriculum eccellente nel loro settore e che la loro carriera l’hanno fortemente voluta e sudata.
Sono anche mamme e nonne, e dunque non hanno rinunciato alla propria vita personale. Per chi sostiene le «quote», un buon precedente. Ma anche per chi è contrario sono la dimostrazione che anche il mondo femminile è pieno di «personalità» e che dunque coinvolgerle è questione di volontà.
Ci sono già state diverse ministre nella storia delle Repubblica, alcune anche in ruoli importanti, molte di più in ministeri «femminili», cioè senza portafoglio e con deleghe di seconda scelta. La novità è che  in questo governo  le donne sono tutte in ruoli chiave, nessuna è di contorno.
Al ministero della Giustizia è la prima volta che arriva una ministra, Paola Severino; agli Interni prima di Anna Maria Cancellieri c’era già stata Rosa Russo Iervolino; al Welfare di Elsa Fornero debuttò la prima donna ministro d’Italia, Tina Anselmi (1976, Andreotti III), e poi fu designata anche Livia Turco (1996).
Cosa faranno lo si vedrà nei prossimi mesi. Speriamo pochi gesti simbolici e molte cose serie. Di certo, non sono lì a rappresentare e difendere solo le donne e i loro diritti (le pari opportunità tra l’altro sono state accorpate al Welfare).
Per esempio Elsa Fornero è a favore dell’innalzamento dell’età pensionabile delle donne, come chiede l’Europa. Anna Maria Cancellieri è per l’abolizione dell’8 marzo, in quanto superato. Rispetto ad altri Paesi in cui senza stupore le donne diventano presidentesse e prime ministre, il nostro resta un passo indietro. E chissà se questo governo di emergenza riuscirà a fare misure per l’occupazione femminile che ci confina nelle ultime posizioni nelle classifiche internazionali.
Ma vedere al governo donne che molto hanno studiato e faticato nella loro professione, per quella metà delle donne italiane che rinuncia al lavoro e alla carriera, può essere, intanto, un buon esempio.
Infine, Elsa Fornero, torinese, 63 anni, docente di Economia all’Università di Torino, esperta di pensioni al Lavoro, Politiche sociale e pari opportunità.
Come giudicate questa notizia? Un punto di partenza, una conquista o ancora troppo poco?


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